Quest'anno ad Abadiania ho conosciuto un ragazzo carinissimo, Pablo che esprime sè stesso tramite i mandala. Già lo scorso anno avevo ammirato una sua opera al Frutti's bar (un baretto molto carino dove creano succhi di frutta fresca che... non hanno eguali!! Se ci passate, assaggiateli) che quest'anno ho ritrovato ingrandito e migliorato (prima terminava con il cerchio dei segni zodiacali che potete vedere al centro)... e che vi voglio far vedere. Aprite gli occhi e il cuore:
... non è un vero piacere per gli occhi e per la mente? Io lo trovo semplicemente meraviglioso...
Siccome non potevo portarmelo a casa (peccato

) ho però trovato il modo di farmene fare uno tutto mio, personalizzato sul mio nome, la mia data di nascita e la mia energia! L'attesa è stata più lunga del previsto, ma in Brasile i tempi vengono calcolati in modo completamente diverso da come facciamo qui (e a dire il vero io li preferisco ai nostri...) ma il risultato è stato assai apprezzato, da me e da chi l'ha visto.
Eccolo! Questo qui sotto è il mio mandala personale che presto farà bella mostra di sè su una delle pareti di casa mia:
al centro è disegnata la OM, sinbolo che mi rappresenta e che "coincidenza" io porto costantemente al collo da parecchi anni e che mi è stato regalato da un amico indiano.
Ma... cos'è un mandala?
Il termie è sanscrito ed è legato a diversi significati, ma tutti hanno a che vedere con il senso della vita. "Manda" significa "essenza", "La" ha come significato letterale "quello che tiene insieme" e il popolo tibetano ha tradotto con "Kyil Khar" che significa "cerchio, circonferenza"! Quindi, mandala può essere tradotto con "quello che racchiunde in sè lo schema del senso della vita"!
Vi riporto questa bella sintesi che ho trovato in rete: "
Il Mandala è un’immagine sintetica e dinamica che raffigura la ricerca del sé, cioè di un centro che aggrega ed integra intorno all’essenza che lo compone un sistema complesso di relazioni in evoluzione, dove attraverso il rapporto che ciascuno elemento mantiene con il centro, tutto è connesso con tutto e l’azione di uno degli elementi si riflette su tutto l’insieme e su ciascun suo componente.

Nel giardino della Casa di Don Ignazio de Loyola ho passato parecchie ore a meditare, ad osservare la gente che avevo attorno e a leggere. Forse non abbastanza come avrei dovuto/voluto (è raccomandato il Silenzio ovunque, perchè esso viene visto come una sorta di preghiera interiore che facilita il riconoscimento di molti fatti particolarmente utili e "magici" che posso accadere, ma che vengono "persi" se non si coltiva questo atteggiamento), ma sicuramente uno dei punti in cui ho passato molto tempo è seduta su una delle panchine vicine alla Pagoda (assieme ad alcune amiche l'abbiamo chiamata così) che vedete qui a sinistra.

Perchè proprio su
quella panchina?
Semplice, perchè era davvero il luogo migliore per aprirsi alla speranza, visto che il suo "nome" era proprio HOPE, speranza! Ho voluto anche immortalare quel bellissimo cuore che è posto al centro dello schienale! Si tratta di una panchina fatta completamente in legno, come la maggior parte di quelle che potrai vedere nel magnifico giardino della Casa (spero davvero un giorno tu ci possa arrivare e ammirare tutto con i tuoi occhi), ma nonostante questo la sua comodità era grande. Sopratutto perchè legata alla magnifica visuale sulla "vallata" che potevo avere da quel preciso punto!
Non riesco razionalmente a spiegarmi come mi siano accadute certe esperienze che ho percepito, ma so per certo che quando abbandono "la testa" per lasciare aprire il cuore, il motivo mi è chiarissimo e ha a che vedere solo e soltanto con l'amore. Quello universale! Quello che in ogni minuto ad Abadiania ho respirato ovunque, fuori e dentro di me.
Un abbraccio!